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I laboratori cambiano la scuola

Con la legge 107 del 2015, meglio conosciuta come La Buona Scuola, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha concesso alle istituzioni scolastiche italiane di dotarsi di Laboratori Territoriali per l’Occupabilità (LTO).

I Laboratori Territoriali per l’Occupabilità orientano la didattica e la formazione all’interno delle scuole verso i settori strategici del Made in Italy in base alle inclinazioni produttive, culturali e sociali del territorio in cui sorge l’istituto scolastico.

La promozione di questi laboratori è stata possibile grazie ai fondi – 45.000.000 di Euro – messi a disposizione dal MIUR e ripartiti su base regionale, con un contributo massimo di € 750.000 per ciascun laboratorio.

Le scuole italiane hanno risposto positivamente al bando, inviando 529 candidature: dopo una procedura di selezione, nel 2016 il MIUR ha individuato i 58 progetti vincitori sul territorio nazionale per la realizzazione di questi spazi promossi da partenariati tra scuole, enti e aziende del territorio.

Per l’attivazione di ogni laboratorio è stata creata una rete che coinvolge non solo scuole di ordine e grado diversi, ma anche enti pubblici, enti locali, camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, università, associazioni, fondazioni, enti di formazione professionale, istituti tecnici superiori e imprese private.

Capofila di ogni rete è una scuola secondaria di secondo grado. Le scuole potranno utilizzare questi laboratori per stimolare la crescita professionale, le competenze e l’autoimprenditorialità degli studenti, coniugando insieme innovazione, istruzione e inclusione.

I Laboratori Territoriali per l’Occupabilità si propongono il coinvolgimento sia degli studenti inseriti nei percorsi formali di istruzione e formazione, sia dei NEET (Not Engaged in Education, Employment or Training) e sono finalizzati a favorire la conoscenza, l’inserimento e il reinserimento dei giovani nel mondo del lavoro.